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Coronavirus sulle piste da sci: Ischgl in Tirolo uno degli epicentri

Ischgl è un borgo di 1500 abitanti nel Tirolo, in Austria ed è considerato uno dei focolai più potenti per il contagio da Coronavirus. La celeberrima meta turistica conosciuta a livello europeo per lo sci è stata attenzionata dalle autorità come causa del contagio in mezza Europa.

I primi turisti infetti

Il campanello d’allarme è suonato il 29 febbraio quando è atterrato a Reykjavik un volo della Iceland Air proveniente da Monaco di Baviera con a bordo i turisti locali che rientravano dalla settimana bianca nel paesino tirolese. Gran parte di loro sono risultati positivi al tampone per il Coronavirus. Simili situazioni si sono ripetute velocemente anche in Germania, Norvegia e Danimarca, con turisti infetti che rientravano da Ischgl.

La negazione delle autorità

Come riporta il Corriere della Sera, le autorità locali hanno inizialmente negato il nesso: ‘Dal punto di vista medico – aveva dichiarato il direttore sanitario del Land, Franz Katzgraber – non è verosimile che il Tirolo sia stato focolaio di infezione’. Ma i casi di vacanzieri infetti continuavano a crescere dopo i viaggi in Tirolo e il primo paese a prendere provvedimenti è stato l’Austria, che in qualche giorno ha chiuso le frontiere con l’Italia.

Contagiate 400 persone in paese

La situazione è precipitata il 7 marzo, quando un barista di una baita di Ischgl risultò positivo. La baita è comunque rimasta aperta ancora tre giorni. I provvedimenti sono arrivati dopo una settimana, il 14 marzo, con l’appello dei ministeri della Salute e dell’Interno per mettere in quarantena chiunque dosse tornato dal Tirolo dal 28 febbraio. Gli impianti tirolesi intanto continuavano a restare aperti. Ad oggi sono circa 400 i casi di Coronavirus a Ischgl, il doppio di una capitale come Vienna, con 2 milioni di abitanti. Secondo il quotidiano austriaco Der Standard, si è trattato di pura avidità: ‘L’avidità di denaro ha sconfitto la responsabilità per la salute delle persone e degli ospiti’. 

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