va presa a tempo indeterminato – Corriere.it

All’improvviso l’applicazione, che riceve le notifiche con gli indirizzi di consegna dei vari alimenti, tace: “disabilitata”. Mark Tutlamondo, pilota palermitano di 49 anni, non si aspettava questo “licenziamento” digitale. Così, dopo essersi consultato con il suo sindacato CGIL-Nidil, Tuttolomondo spera che il suo avvocato non si fidi della multinazionale di consegne “Glovo”. Presto arriviamo ai francobolli, e il caso ricade sul tavolo di Paola Marina, giudice del tribunale del lavoro del capoluogo siciliano, che fa un tentativo di riconciliazione, e la cifra è determinata con un possibile accordo. Continuano gli scontri legali, ma non è stato raggiunto alcun accordo. Ieri ecco la frase: lavoro a tempo indeterminato, con la classificazione di sesto livello del contratto collettivo di terzo settore. C’è più. Il giudice ha inoltre condannato la società al pagamento della differenza tra la retribuzione corrisposta per lavoro autonomo e quella che sarebbe stata corrisposta se fosse stata assunta a tempo indeterminato, dalla data di sconnessione fino all’effettiva ripresa.

Frase “storica”

“Questa è una sentenza storica che va al riconoscimento dei diritti e alla tutela dei motociclisti”, spiega Andrea Gatusa, segretario generale Nidil Sgill Palermo, “e ora si attende un cambio di rotta dai binari che si ostinano a considerare questi lavoratori autonomi e questo potrebbe fermare la diffusione appalti simili in altri settori per svolgere mansioni specifiche del dipendente. Il sindacato aggiunge sospetti in questo caso: “Tuttolomondo ha partecipato alla trasmissione sulla televisione locale, condannando le difficoltà incontrate sul lavoro e poco dopo il blocco della domanda. DPI anti-covid per i corridori “.

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Replica

La multinazionale però risponde succintamente: “Prendiamo atto del verdetto e aspettiamo di scoprire i motivi per cui ci riserviamo ogni valutazione, ma rimpiangiamo di vedere come la vicenda sia stata riportata in modo errato, partendo da fatti che non corrispondono alla realtà”. Inoltre, “come notato durante l’udienza, la sospensione dell’account del corridore è soggetta a una procedura automatizzata interna che si applica a tutti. La prematura riattivazione è dovuta a un problema tecnico risolto che è al di fuori dell’organizzazione sindacale del pilota, di cui la società non era a conoscenza, nonché alla presentazione del suo ricorso in seguito “.

Riflessi

Stiamo ora discutendo le implicazioni del verdetto. L’avvocato del pilota Giorgio Lo Monaco sottolinea che “il verdetto supera anche il verdetto della Corte di Cassazione, in cui sono stati riconosciuti al corridore i rapporti di lavoro cosiddetti eterogenei, e il giudice Palermo ha ritenuto che il rapporto sia subordinato. Attendiamo i motivi del verdetto, ma costituiscono un importante precedente”. Ferrante, professore di diritto del lavoro presso l’Università Cattolica di Milano, “è un verdetto coraggioso, ma il caso va valutato in modo specifico”. Per il professore gli elementi chiave sono due: giorno. Poi valuterà anche l’aspetto della disponibilità del pilota a essere testato dall’azienda. Elementi non giustificati dal lavoro autonomo “.

23 novembre 2020 (modifica il 23 novembre 2020 | 22:32)

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Rocco Miniati

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