Stato di emergenza, ecco un’estensione a dicembre: la linea dura del governo

Anche se rimangono sotto controllo, l’infezione aumenta e così via Giuseppe Conte ha anche promesso ieri che non ci sarà più una chiusura generale del Paese, poiché il governo che proroga lo stato di emergenza è l’unico modo per “gestire” la pandemia. La prossima settimana a Palazzo Chigi si discuterà dell’andamento dei contagi dopo il restauro delle scuole e si discuterà della questione degli stadi, ma l’ampliamento è ormai scontato.

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Anche prima della data di scadenza stato di emergenza , in programma dal 15 ottobre al 7 ottobre, revoca un decreto del Presidente del Consiglio, che stabilisce misure per arginare il contagio e vieta la presenza del pubblico negli stadi e nelle discoteche. governosentito il Comitato di Scienza Tecnica, dovrà quindi mettere mano a un nuovo pacchetto di misure che potrebbero non essere le stesse alla fine del mandato. Ovviamente pensare che l’obbligo di mascheramento, intervallo, utilizzo di dispositivi di protezione, capacità nel trasporto pubblico non cambierà.

Ulteriori valutazioni saranno condotte negli stadi e nella partecipazione ad eventi sportivi, oltre che per ferrovia, che possono aumentare il numero di viaggiatori. Sebbene gli stadi possano aumentare il pubblico, ma senza un passaggio immediato al 25% di capienza, le discoteche sembrano non essere una novità. L’ultima proroga è stata di due mesi e mezzo. Il prossimo potrebbe essere più lungo e potrebbe essere dovuto al numero di contagi, che a luglio, mese della precedente proroga, erano meno di 400 e che invece viaggiano in questi giorni a circa duemila. A chiedere una proroga è il ministro della Salute Roberto Sperantz, che su richiesta del Cts ha già chiesto al governo di condurre una rapida valutazione in Consiglio dei ministri, che potrebbe avvenire la prossima settimana. Nonostante il numero degli italiani sia molto inferiore a quello di altri paesi europei, la curva di contagio è in crescita, le persone positive sono triplicate e in molte regioni le maschere sono obbligatorie anche per strada.

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D’altra parte, la fine dello stato di emergenza metterà fine anche al lavoro ragionevole, che ha una procedura semplificata rispetto alla normale legislazione, che per il settore privato prevede accordi individuali tra datore di lavoro e lavoratore. Anche se il ministro del lavoro, Nunzio Catalfa, ha promesso che il lavoro intelligente sarebbe stato incluso nella contrattazione collettiva, è difficile che un cambiamento nel diritto del lavoro arrivi in ​​tempo. Strettamente legati allo stato di emergenza sono i poteri delegati a Domenico Arcura, che finiranno insieme ai poteri dei presidenti e dei sindaci delle regioni come soggetti di attuazione delle misure volte a contenere la pandemia. Sebbene l’Italia sia l’unico Paese europeo in stato di emergenza, le misure eccezionali che ne derivano accelerano anche l’approvvigionamento di tutto il necessario Infezione da coronavirus covid-19. Gli acquisti di massa di maschere, camici e dispositivi di protezione, banchi scolastici e persino dosi di vaccino antinfluenzale vengono acquisiti dal Commissario Arcura in trattative dirette proprio in virtù dei poteri speciali che gli sono stati delegati con il dpcm.

Il governo rimarrà in carica anche per introdurre ulteriori controlli medici per chi arriva da Paesi considerati a rischio. Intervenendo ieri al Trento Economy Festival, Giuseppe Conte ha “chiuso pubblicamente il nuovo castello nazionale”, “perché siamo in una situazione diversa rispetto all’inizio dell’anno”. Come ha già affermato il ministro della Salute Roberto Sperans, ha anche confermato che la chiusura potrebbe essere limitata “in caso di sviluppo di cluster”, “perché abbiamo un sistema di crossover dei dati molto complesso”. L’occasione è stata evidenziata anche dal segretario del Partito Democratico e governatore Lazio Nicola Zingareti, che non esclude la chiusura: “Se non rispettiamo le regole, ci saremo”.

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Ultimo aggiornamento: 01:09


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