ricerche Daniele Nardi

Ultime notizie Daniele Nardi: dall’elicottero alcuni avvistamenti importanti

Le ultime notizie su Daniele Nardi e Tom Ballard arrivano da alcune fonti specializzate che stanno seguendo le ricerche dei due alpinisti dispersi sul Nanga Parbat. Dei due non si hanno notizie ormai da domenica e la forti tensioni politiche tra India e Pakistan hanno ritardato il volo degli elicotteri per le ricognizioni sulla montagna.

Le ultime notizie su Daniele Nardi e Tom Ballard

Grazie all’intervento del nostro ambasciatore Pontecorvo si sono alzati due elicotteri che sono andati a sorvolare l’area da cui sono arrivati gli ultimi contatti attraverso il telefono satellitare, Daniele Nardi e Tom Ballard si trovavano intorno ai 6.300 metri di quota sullo Sperone Mummery, sul versante Diamir.

Dalla ricognizione effettuata è trapelata la notizia che pare sia stata avvistata la tenda del campo 3 dei due alpinisti invasa dalla neve, con intorno segni evidenti di valanghe, queste le parole dello staff di Daniele Nardi: “Nell’area sono state individuate tracce di valanga sul pendio che sta ad indicare la pericolosità della zona. Il tempo si mantiene discreto sotto i 7000 metri e si è in attesa di ricevere ulteriori informazioni fotografiche e video dal campo base e dall’aviazione pakistana”.

Anche un esperto e forte alpinista ha raggiunto il campo base per provare a dare il suo contributo alla ricerca e recupero. Si tratta di Alì Sadpara, con il quale Nardi nel 2016 aveva avuto una durissima discussione in alta quota proprio sul Parbat, che lo aveva costretto a lasciare la cordata. Alcuni raccontano che una volta fu Nardi a salvare la vita a Ali Sapdara, tra i due, con visioni di scalata molto diverse, intercorre un grandissimo rispetto.

Le parole di Reinhold Messner

Messner raggiunto da Latina Oggi ha voluto dire la sua sulla vicenda, lui che scalò il Nanga Parbat nel 1970 per la prima volta, per poi tornarci da solo nel 1978: “Non sono morti, bisogna aspettare e sperare che si facciano vivi. Sono passati tre giorni, magari possono sembrare un’eternità, soprattutto per i familiari, ma le cause di questo silenzio potrebbero essere tante e non mi sembra il caso di arrivare a conclusioni affrettate”.

Ancora sulla vicenda: “Conosco Daniele, ma soprattutto Tom, un grandissimo alpinista. Anche io, in più di qualche occasione e per diversi giorni, addirittura settimane, non diedi notizie, ma era un’epoca diversa: oggi ci sono i telefoni satellitari, i computer, si può comunicare. Certo, sono passati tre giorni, ma voglio pensare che tutto dipenda solo ed esclusivamente dall’impossibilità di poter dare notizie attraverso questi mezzi e le condizioni climatiche, che cambiano repentinamente, possono impedirti tutto questo”. Messner dopo avere conquistato la vetta del Parbat nel 1970 rientrò a valle ben sei giorni dopo, con evidenti segni di congelamento e rischiando la vita, in questa impresa però perse il fratello Gunter, travolto da una valanga.

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