Messner contro Jovanotti

Messner contro Jovanotti e il concerto in Alto Adige a 2mila metri: ‘Qui si cerca il silenzio’

Messner contro Jovanotti, è questo il leitmotiv che ha suscitato molto scalpore nelle ultime ore. L’alpinista re degli ottomila è schietto e diretto come sempre nei suoi interventi, specie a tutela della montagna, e si scaglia contro il “Jova Beach party 2019”, in particolare contro l’unica tappa del Tour in montagna, proprio in Alto Adige.

L’attacco di Messner contro Jovanotti

La polemica si è scatenata intorno al concerto, previsto per la prossima estate a Plan de Corones, 2.275 metri di quota. Come detto unica tappa del beach tour che vedrà protagonista Jovanotti in moltissime località balneari. Proprio a Plan de Corones Messner ha aperto uno dei suoi musei dedicati alla storia dell’alpinismo e alla tutela della montagna, da quanto riporta Repubblica avrebbe dichiarato: “Non posso vietare questo concerto, ma se potessi lo farei – ha dichiarato l’alpinista. “In montagna si va a cercare il silenzio e io mi batto per questo, per la difesa delle nostre montagne anche da un approccio sbagliato. Con il mio museo voglio portare qui, sulla vetta dell’altopiano, la cultura della montagna, non le masse rumorose. Questo concerto porta inquinamento acustico e una presenza eccessivamente invadente. Non è necessario”.

La repplica di WWF Italia

L’alpinista critica fortemente chi ha scelto di organizzare l’evento, in programma il 24 agosto, in una location che dovrebbe essere protetta. WWF Italia ha subito replicato alle critiche: “Siamo i primi ad avere a cuore la natura, saranno rispettati i criteri più rigorosi”. E ancora: “Quelle dell’alpinista Reinhold Messner sulla tappa del Jova Beach Party a Plan de Corones sono dichiarazioni sorprendenti – dichiarano a TgCom da WWF Italia -. Il WWF per primo ha a cuore la conservazione degli habitat naturali più delicati: proprio per questa ragione ha chiesto agli organizzatori del Jova Beach Party che in ciascuna tappa venissero rispettati i criteri più rigorosi, a partire da approfondite Valutazioni di Incidenza ogni qualvolta in prossimità di aree naturali protette, anche chiedendo lo spostamento delle località quando i dati disponibili indicavano che il rischio degli impatti sugli ecosistemi era troppo alto, così come è accaduto per Torre Flavia a Ladispoli”.

Arriva poi l’affondo di WWF Italia: “E’ già fortemente antropizzata e modellata in base alle esigenze del turismo di massa. Il comprensorio, con circa 30 impianti di risalita che hanno una capacità di trasportare oltre 70mila persone ogni ora e i 119 chilometri di piste da sci, alcune delle quali funzionanti anche di sera, registra ogni inverno quasi mezzo milione di arrivi e oltre 2 milioni di pernottamenti, e il futuristico Museo della Montagna realizzato dallo stesso Messner richiama migliaia di turisti anche d’estate, contribuendo ai quasi 3 milioni di pernottamenti estivi del comprensorio. Per il concerto del Jova Beach Party, i partecipanti arriveranno unicamente a piedi o sfruttando gli impianti di risalita esistenti. Ben diverso sarebbe stato un concerto nei vicini Parchi Naturali di Fanes-Sennes-Braies o delle Vedrette di Ries: luoghi naturali in cui le specie animali e vegetali tipiche delle Alpi possono prosperare protette, nonostante i ripetuti tentativi di aprire la caccia anche a specie protette come marmotta e stambecco oltre al tentativo di legalizzare gli abbattimenti di lupi e orsi, che il WWF ha contrastato con forza e rigore”.

 

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