La PCR come marcatore per la terapia neoadiuvante

La risposta patologica completa (pCR) è emersa come un importante indicatore prognostico per il trattamento del cancro al seno, soprattutto dopo la chemioterapia neoadiuvante. Tuttavia, questo vantaggio è evidente solo a livello individuale: per gli studi clinici sono necessari nuovi endpoint surrogati.

tilialucida/AdobeStock

Il raggiungimento di una risposta patologica completa (pCR), definita come l’assenza di cellule tumorali nel seno e nei linfonodi ascellari dopo il trattamento del cancro al seno, è un fattore prognostico chiave per i singoli pazienti. Numerosi studi hanno sostenuto il suo ruolo nel prevedere risultati positivi a lungo termine. Il professor Dott. spiega Carsten Denckert dell'Istituto di Patologia dell'Università Philipps di Marburg. Una classificazione errata può portare a decisioni terapeutiche non ottimali.

I pazienti che non raggiungono la PCR sono spesso considerati pazienti ad alto rischio e possono beneficiare di post-trattamenti neoadiuvanti adattati. Questo approccio è coerente con l’attenzione alle strategie di trattamento personalizzate in oncologia.

Per visualizzare il contenuto è necessario effettuare il login o registrarsi.
READ  Secondo gli esperti, ai cambiamenti climatici ha contribuito la diffusione di terribili epidemie nell’antica Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto