Italia, la notte (quasi) perfetta della Belazia. E adesso il tecnico Mancini gli chiederà gli straordinari a Sarajevo

DA TESTIMONE ALLA REGIA EMILIA. L’esame è superato. E se non ci sono lodi, l’unico difetto è che il gol non è stato segnato: Andrea Belati ha dovuto sopportare il peso dell’attacco del numero nove, e lo ha fatto senza interruzioni. Uno, due, tre tentativi nel primo tempo, l’altro nella ripresa, che avrebbe meritato una punizione al tocco di mano per rallentare la traiettoria dell’aureola verso Szczesny, Bednarek. Il capitano dei granata ha trattato qualcuno che sa sempre dove possono trovarlo i suoi compagni e la palla, e sui suoi piedi i polacchi si sono comportati più volte male: Goralsky dopo due falli è entrato nel libro delle sanzioni disciplinari per due cartellini gialli sul Gallo. “Dedichiamo la vittoria – ecco perché Belati – al microfono Rai – a tutti gli italiani: prima della partita, vista la nostra emergenza e il momento che stiamo attraversando in Paese, ci siamo detti che in difficoltà diamo sempre il massimo. E così è stato: abbiamo sconfitto la Polonia grazie ad una bella partita, nettamente superata … “. Adesso l’Italia si dirige a Sarajevo, dove mercoledì sera sfiderà la Bosnia per chiudere il cerchio e approdare nella Final Four della Società delle Nazioni nell’ottobre del prossimo anno a Torino e Milano: non sarà necessario elencare un’altra partita del girone tra Polonia e Olanda. Per Belotti il ​​tecnico Mancini avrebbe potuto chiedere gli straordinari, vista la mancanza di altri numeri che potessero far respirare i granata: l’alternativa è un duello con un attacco “leggero”, come è avvenuto un paio di volte nell’era azzurra.

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